mercoledì 5 febbraio 2014

Una gang di prova.

Una gang di prova.

   Erano ormai le 4 del mattino quando i due ernegumeni finirono di svuotare i coglioni sulla mia amica, Roberta era visibilmente provata ma difficilmente vedrete una donna più soddisfatta dopo aver preso due cazzi di quella maniera in entrambi i buchi. Inutile dire che l’adrenalina scaricata aveva fatto sparire ogni traccia di sonno e stanchezza nonostante il viaggio e l’ora tarda. Napoli è straordinaria anche per questo, in ogni momento esprime la vitalità di una città che non dorme mai. Mentre Roberta giaceva sfinita sul letto i nostri due tori non avevano l’aria di chi ne aveva avuto abbastanza e sinceramente io non sono mai stata la tipa che si accontenta di un pompino. Facendo due conti in quella stanza avevo a disposizione quattro uomini, proprio come nel peccato di Roberta, quindi perchè non portarci avanti con il lavoro? Roberta non sarebbe stata in grado di muovere un solo muscolo, non avrebbe certo protestato se mi fossi appropriata del suo peccato, mentre riflettevo sul da farsi concessi a tutti una pausa ristoratrice e tornai all’attacco, spogliandomi. Rimasi in piedi davanti ai quattro maschietti con addosso solo reggiseno, calze, reggicalze e scarpe. 
- Che ne dite adesso di fare le prove del film che gireremo domani? - chiesi permettendo a tutti di ammirare lo spettacolo. 
- Tutti...? - riuscì a chiedere Leo. 
- Direi proprio di si! - confermai avanzando di un passo verso di loro. Il mormorio di assenso fu unanime, misto ad espressioni di compiacimento e di incredulità. 
- Uno di voi, magari a turno, può riprendere tutto! - dissi. 
- Cosa? – domandò Pietro esterrefatto. 
- Avete capito bene. Voglio essere ripresa mentre mi sbattete. Se non vi va di essere riconosciuti, usiamo le mascherine, ma dovete riprendere tutto. – 
L’esitazione fu minima, l’essere i protagonisti di un film porno in fondo è un sogno di molti 
- Dov’è la videocamera? - chiese Andrea.
- Mhmmm! - mugolai affondandomi il membro di Adriano in gola e risputandolo lentamente senza perdere altro tempo. I membri dei miei due fidanzati spiccavano notevolmente e svettavano rigidi puntati contro di me: diversi da quelli dei due stalloni ma comunque due sberle che avrebbero fatto un figurone nel nostro film. Quello di Adriano chie stavo succhiando, già rappresentava una dotazione non proprio comune, si aggirava certamente sulla ventina abbondante di centimetri e, ad occhio e croce, sui cinque centimetri di diametro. Ma l’uccello di Leo era un vero e proprio mostro, iniziavo a dubitare decisamente di riuscire a chiuderci le dita attorno ed in quanto a lunghezza... Continuai a succhiare Adriano con tutta l’abilità che lui già aveva potuto apprezzare nel mio primo film, senza mai distogliere gli occhi da quel biscione.
Gli altri, dapprima titubanti, si fecero lentamente più audaci, avvicinandosi quasi con reverenza, incoraggiati dai miei gesti, ed in breve tempo mi ritrovai tutte le loro mani che mi esploravano senza ritegno. Mi fecero distendere sul letto, divaricandomi le gambe, subito una lingua esperta, prese a leccarmi la fica, depilata perfettamente prima di partire. Un uccello per mano ed un in bocca, mentre Andrea continuava a girarci intorno con la videocamera che riprendeva ogni dettaglio. Risputai l’uccello che avevo in bocca per riprendere fiato, ma subito un altro ne prese il posto, letteralmente scopandomi in gola. Se all’inizio avevo intenzione di mantenere il controllo della situazione, a qual punto mi lasciai andare completamente in balia dei miei stalloni. Presto non mi fu più sufficiente la lingua che mi frugava: volevo qualcosa di più, un palo di carne che mi soddisfacesse. Ne afferrai uno a caso e lo feci distendere sul letto, poi gli fui sopra prima di accorgermi che si trattava di Adriano, guidai il glande turgido all’entrata della fica e mi ci lasciai cadere di peso, impalandomi a fondo.

 - Sbattimi. - riuscii a mormorare, poi si trovò davanti al naso il biscione di Leo. 
Lo guardai per un secondo poi, afferrandolo a due mani, ne inghiottii la punta. Per quanto mi sforzassi, non riuscivo ad ingoiare più del glande paonazzo, mentre il mio ragazzo mi incitava a prenderne di più. Pietro era alle mie spalle e mi infilò un dito nel sedere, strappandomi un nuovo mugolio di piacere. Mi voltai leggermente, e gli sorrisi. 
- Mettici l’uccello. - gli mormorai. 
Pietro non se lo fece ripetere: si piazzò dietro di me e iniziò a spingere. Nonostante tutte le nostre porcate non avevamo ancora mai fatto una cosa del genere e non riuscì ad entrare. Senza scompormi troppo, presi in mano la situazione e lo diressi a destinazione. Affondò di botto, strappandomi un urlo di dolore, e cominciò a muoversi come un forsennato. 
- Vacci piano! - lo esortai sia per il dolore sia perché sospettavo che, altrimenti, non sarebbe durato molto.
 - Non avere fretta... 

Postato da Carla.

lunedì 3 febbraio 2014

Il backstage.

 Il backstage.

Finite le prove lessi l’sms di Andrea che mi avvisava di aver trovato i nostri due attori. Sinceramente rimasi un pò stupita, era chiaro che questa cosa lo eccitava, ma che addirittura fosse lui a procurare i cazzi per la sua fidanzata mi sembrava un risultato molto oltre ogni aspettativa, ero proprio fiera di lui, lo avessi avuto a portata di mano gli avrei fatto una pompa con i fiocchi per complimentarmi. Risposi all’sms restando vaga per far crescere ancora di più la voglia che fossero proprio quei due a far godere la sua donna. 
“Ma sei proprio sicuro che siano quelli giusti?” 
“Conosco Roberta, non ne troveremo di migliori” fu la risposta. 
Mi convinsi, Andrea non poteva sbagliare. 
“Perfetto! Invitali al concerto, avremo modo di farci due chiacchiere prima”. 
E così fu. All’inizio della seconda canzone notai tra il pubblico i miei amici avvicinati da due ragazzoni e mi pentii subito di aver ceduto il mio peccato a Roberta, ma ormai era fatta. Quando il concerto prese ritmo e il pubblico si scatenava riuscii a notare Roberta accerchiata dai quattro uomini che ballava in modo veramente molto sensuale, sembrava quasi la sigla iniziale del nostro film. Sull’ultima canzone Roberta slacciò due bottoni della camicetta, allargandone i lembi in modo da mettere in mostra un inizio di pizzo del reggiseno. 
- Ora sembri proprio una troia! - le sussurrai raggiungendola alle spalle finito il concerto. 
- Mi sa che ci siamo! – mi rispose soddisfatta, osservando con la coda dell’occhio il suo fidanzato. 
I due ragazzi per non mostrarsi invadenti si defilarono verso il bar lasciandoci soli. Questa volta quella ignara del piano era proprio la nostra Roberta, Andrea aveva pensato bene di non metterla al corrente della sua macchinazione con il tipo del sexy shop e infatti lei fu stupita di vederselo quasi strusciarsi addosso ballando, ma pensò solo ad una piacevole coincidenza. Facendo finta di niente, ci dirigemmo anche noi verso il bar. Il barman accolse Roberta con un bicchierone di roba alcolica. 
- E’ offerto. - Le disse a bassa voce, appoggiandoglielo davanti. 
- Da chi? - chiese, sforzandosi di usare un tono più indifferente possibile.
 Il barman si limitò ad un cenno verso i due amici ancora sconosciuti. Prese il bicchiere e lo sollevò in un brindisi silenzioso, immediatamente ricambiato. 
- Forza, dovresti andare a ringraziarli – suggerì Pietro. 
Lei appoggiò il bicchiere  assicurandosi che la gonna si aprisse al punto giusto, camminando, con calma, in modo da farsi vedere chiaramente, raggiunse il suo obbiettivo. Si abbassò per appoggiare il bicchiere sul basso tavolino, stando bene attenta a che la scollatura rimanesse ben illuminata.
 - Mille grazie! - disse - Fa piacere quando dei ragazzi tanto carini conoscono ancora le buone maniere. - concluse, mentre due paia di occhi si impegnavano a sbirciare la calza che le copriva la gamba. 
- Figurati. - rispose quello che avevo conosciuto al sexy shop.
 - Il piacere... è nostro. – aggiunse l’amico.
- Mi sa che il piacere sarà pure mio. - Commentò lei, ignara di quanta verità ci fosse nelle sue parole. 
- Vi scoccia se mi siedo con voi? – li interruppi con una punta di invidia che dovevo fare molta attenzione a nascondere, era la serata di Roberta (e Andrea) e non volevo rovinargliela. 
Dopo le presentazioni però notai uno sguardo strano da parte di Lorenzo, il proprietario del sexy shop, sembrava quasi mi conoscesse molto bene. I nostri fidanzati nel frattempo osservavano la scena a debita distanza sforzandosi di leggere il labiale delle nostre chiacchiere. – Ma tu non sei mica....no dai non può essere, certo ne è passato di tempo ma quelle labbra le riconoscerei tra mille! – fui presa dal panico, avevo fatto un pompino a quel manzo e non me lo ricordavo?
 – Io sono Carla e le mie labbra le avrai viste cantare spesso, canto molto a Napoli - 
- No no le ho viste impegnate su ben altri microfoni! – pericolo scampato, non glielo avevo succhiato, sarà stato probabilmente uno dei guardoni del nostro primo periodo di car sex. 
– Beh spero ti faccia piacere sapere che il tuo primo film è un successone nel mio negozio, cavoli sei davvero forte a fare la parte della principiante, non sai quante seghe...ma dimmi ne hai fatti altri dopo? Non sono riuscito a trovarli – roba da matti! 
Mi aveva scambiata per una pornostar professionista! La cosa mi lusingò ma non volevo in nessun modo rubare la scena a Roberta
 – No veramente dopo quello non ne ho fatti altri ma questa mi sembra l’occasione migliore per girare il seguito con la nostra nuova star...vi garantisco che le sue labbra lavorano molto meglio delle mie -. 
Roberta divenne rosso fuoco soprattutto notando l’approvazione dei due giovani stalloni napoletani che fremevano dalla voglia di mettere le mani sulle sue tette e qualche altra cosa nel suo culo, per cui facemmo cenno ai nostri uomini di raggiungerci.

Postato da Carla.

domenica 2 febbraio 2014

La sfilata.

La sfilata.

   E così lasciammo Carla in compagnia del suo gruppo per le prove del concerto, e noi decidemmo che forse sarebbe stato più giusto trovare qualcosa di appropriato da far indossare a Roberta durante le riprese del nostro film amatoriale. Non avremmo fatto come ci aveva detto Carla, e cioè provare qualche scena. La cosa più giusta da fare era rendere Roberta quanto più porca possibile. E così ci mettemmo a cercare un sexy shop. Ne trovammo uno abbastanza grande e molto ben fornito. Quando entrammo ci accorgemmo che c'erano una decina di uomini, la maggior parte dei quali di mezza età, che curiosavano tra l'oggettistica del piacere. E la presenza di Roberta provocò non poca eccitazione e imbarazzo. Il commesso, uno stallone tutto muscoli e con una canottiera nera a rete, venne verso di noi.
- Posso aiutarvi? - ci domandò. Aveva un qualcosa nella voce che mi fece desiderare che fosse lui il partner per Roberta. Perchè era molto gentile e disponibile. Mi sarebbe piaciuto vedere Roberta con uno come lui, e non con due uomini che magari l'avrebbero trattata come una troia. E d'altronde notai negli occhi di Roberta una certa eccitazione. Gli brillavano, quasi come se fosse innamorata.
- Sì, cercavo qualche indumento sexy da indossare stasera - disse Roberta.
- Ma certo - rispose lo stallone. - Mi sa che stasera renderai il tuo fidanzato un uomo molto felice. Chi dei due è il fortunato? - domandò rivolto verso me e Pietro.
- In verità tutti e due.
   A quel punto tutti gli uomini presenti nel sexy shop si voltarono a guardare Roberta con insistenza.
- Wow! Come si dice - disse lo stallone - più si è e più ci si diverte.
- Sì, è proprio il nostro motto!
- Vieni, ti faccio vedere cosa abbiamo in negozio.
   E così il commesso ci portò in un'altra stanza, e mi resi conto che gli uomini presenti in negozio ci stavano seguendo. Facevano gli gnorri, nel senso che facevano finta di curiosare tra gli scaffali, ma ci seguivano dappertutto, e con la coda dell'occhio spiavano tutti i movimenti di Roberta. In ogni modo, nella stanza dedicata all'abbigliamento, c'era davvero una ricca collezione di vestitini di lattice e lingerie molto particolare. Roberta decise di provare una chemise viola in pizzo floreale, e in effetti l'idea eccitava tanto anche noi. Così andò verso il camerino e tirò la tenda. Io e Pietro ci mettemmo a curiosare un pò; gli uomini erano sempre lì, e guardavano (senza dare nell'occhio) verso il camerino, con la speranza di riuscire a intravedere qualcosa. Ad un certo punto Roberta aprì la tenda e uscì. Era completamente nuda, dalla testa ai piedi, con la sua bella fighetta rasata alla brasiliana, sotto gli sguardi di tutti quegli allupati.
- Roberta, ma sei matta? - le dissi.
- Quasi mi dimenticavo! - disse lei raggiungendo lo scaffale dei perizoma.
   "Che troia" sussurrò qualcuno dietro di me.
   "Che gran culo! Tutto da sfondare" sussurrò qualcun'altro.
   Intanto Roberta scelse il perizoma che le piaceva di più e ritornò nel camerino. Intanto gli uomini avevano circondato l'ingresso del camerino e cercavano di spiare dentro, e qualcuno aveva anche tirato fuori il cazzo, cominciando a smanettarsi. Roberta aveva lasciato la tendina leggermente aperta, e così non fu difficile per molti di loro spiarla mentre indossava il babydoll.
- Dici che dovremo intervenire? - domandai a Pietro.
- E perchè? Non stanno facendo niente di male. E poi apri gli occhi Andrea, non hai visto cosa ha fatto poco fa? Credo che la tua donna stia godendo come una matta a farsi spiare da questi segaoli.
   Forse aveva ragione. Poi la tendina si aprì di nuovo, e gli ammiratori della mia fidanzata si fecero da parte per farla passare, creando un vero e proprio corridoio di cazzi eretti. E lei sfilò proprio lì in mezzo a loro, come su di una passerella.
- E allora, cosa ne pensate? - ci domandò mettendosi in posa.
- Perchè non lo chiedi a loro? - domandò Pietro.
- Già. Voi cosa ne pensate, con questi bei cazzoni duri in mano?
   I commenti furono molto vari: "che maiala!". "Te lo sbatterei nel culo". "Porca". "Sgualdrina". Insomma, gliene dissero davvero di tutti i colori. E partì il primo schizzo, che cadde ai piedi di Roberta, e poi un altro, e un altro ancora, in un paio di minuti Roberta li fece sborrare tutti, e per terra si fece un laghetto di sperma.
- Beh, io direi che siete stati piuttosto eloquenti - disse guardando il pavimento tutto schizzato.
- Più eloquenti di così si muore - confermò Pietro.
- Allora mi sa che comprerò questo - continuò Roberta.
   E così Roberta si rivestì e andammo alla cassa, dove lo stallone di prima era lì ad aspettarci. Pagò Pietro, anche se io cercai di fermarlo. Roberta era la mia fidanzata, e non volevo che un altro uomo le regalasse una chemise del genere. Però lui fu più svelto di me e diede la carta di credito allo stallone. E così ce ne uscimmo, però poi io rientrai dentro, dicendo ai ragazzi che mi ero dimenticato di una cosa. Volevo parlare con lo stallone.
- Senti, ti chiedo perdono, ma vorrei davvero chiederti una cosa - gli dissi.
- Dimmi.
- Saresti interessato a girare un video porno con la mia fidanzata?
- Dici sul serio?
- Sì, sul serio. Sei un bell'uomo, muscoloso, e poi mi sembri abbastanza gentile. Abbiamo intenzione di realizzare questo film stasera, ma vorrei per lei un partner come te, non un animale che magari me la tratta come una puttana.
- Beh, devo riconoscere che la tua, anzi forse dovrei dire la "vostra" fidanzata, non mi ha lasciato del tutto indifferente. Anzi, se devo essere onesto, mi ha fatto venire una modesta erezione. Quindi sì, volentieri.
- Vedo che hai proprio dei bei muscoli. Quindi credo che fai palestra. Ebbene, non hai anche un amico come te? Cioè, voglio dire ben piazzato.
- Sì.
- Magari potresti portare anche lui.
   A quel punto gli chiesi il numero di telefono, e gli dissi che gli avrei fatto sapere qualcosa. Anche perchè dovevo prima parlarne con gli altri. Chissà se sarei riuscito a combinare la cosa. Solo l'idea di Vedere uno stallone da monta come quello lì sul corpo della mia fidanzata mi dava delle piccole scosse di eccitazione.    

Postato da Andrea.

sabato 1 febbraio 2014

Gli esordi di un cuckold.

Gli esordi di un cuckold.


   L’aria di Napoli stava già producendo il suo effetto afrodisiaco. I più attenti si saranno accorti che quella del bacio non era l’unica regola che avevamo deciso di abolire, per la prima volta con la scopata di Pietro e Roberta era avvenuto uno scambio completo e ne eravamo tutti più che soddisfatti. In particolare Andrea. Ai più potrà sembrare incomprensibile ma il piacere di assistere alla monta della propria donna è roba da veri intenditori. Decisi di affrontare l’argomento a pranzo davanti ad un’ottima pizza margherita, perchè la vera pizza quando è buona non necessita di più di 4 ingredienti. Proprio come la nostra ronda. 
– Insomma Andrea – dissi di punto in bianco – sembra proprio che tu stia apprezzando le gioie di un vero cuckold – 
Pietro rispose con un sorriso inorgoglito considerandosi il toro per eccellenza della loro coppia, Andrea rimase in silenzio ma arrossì come una bambino pescato con le mani nella marmellata perchè sapeva quanta verità ci fosse nelle mie parole e solo Roberta si mostrò incuriosita non conoscendo il significato di quella parola.
 – Vedi tesoro – toccò a me spiegare – ci sono uomini che amano talmente tanto la loro donna da provare un totale appagamento nella soddisfazione della propria compagna, e parlo di soddisfazione sessuale ovviamente - 
– Ah tipo la mia di poco fa con Pietro ben piantato in fondo alla mia vagina – comprese al volo la mia amica.
 – Si, proprio – farfugliò Andrea. 
Al di là dell’atto in sè, ascoltare Roberta parlarne in modo così estasiato gli provocò un’erezione istantanea e dolorosissima. Gioie e dolore delle corna. Tralasciai per delicatezza di sottolineare la componente bisessuale di Andrea che stava venendo sempre più a galla, conosco abbastanza gli uomini per sapere che certe cose si fanno ma è meglio non dirle e tornai all’attacco. 
– In realtà, considerando che con Pietro ormai avete un legame speciale non si può definire un bull a tutti gli effetti, è più come un secondo fidanzato, come Andrea ormai lo è per me – notai un certo stupore da parte di tutti a quelle mie parole forti, ma nessuno osò contraddirmi. 
– La vera prova del nove per stabilire se Andrea è o non è un cuck in piena regola, la faremo stanotte dopo il concerto. Credetemi lo faccio soprattutto per voi, ma mi sembra doveroso cedere a Roberta il mio peccato, sarà lei la protagonista del nostro film, così Andrea potrà toccare con mano cosa si prova nel vedere la propria donna nelle mani di due sconosciuti intenzionati solo a fottersela senza risparmiarsi. Che ne dite? – 
Andrea dovette fare uno sforzo notevole per non eiaculare nello slip al solo pensiero e anche Roberta iniziava a stringere le gambe per l’eccitazione. Toccò a Pietro accettare per tutti seppure a malincuore vistosi spodestato dal ruolo di montatore ufficiale, ma ormai difficilmente il mio piano sarebbe potuto essere ostacolato. 
– Prima di spiegarvi bene i dettagli organizzativi, pregherei Roberta di andare in bagno, ficcarsi due dita nella patata e portarci il suo odore per essere sicuri che sia una buona idea -. Tempo cinque, forse sei minuti, Roberta ritornò al tavolo con in mano le sue mutandine in bella mostra che non sfuggirono allo sguardo dei maschi più attenti presenti in sala, e secondo me anche di qualche moglie troia che in segreto sogna da tanto di rifilare un bel paio di corna al maritino. Annusammo a turno l’odore di passera di Roberta e convenimmo che non vedeva proprio l’ora di regalarla a due sconosciuti partenopei che l’avrebbero fatta urlare a dovere. 
– Queste le tiene Andrea – dissi passando le mutandine di Roberta al suo fidanzato.
 – A te non servono e a lui invece serviranno a ricordare in ogni momento che la sua fidanzata ha la figa pronta ad accogliere cazzi diversi dal suo -. 
Andrea non resse più e si inzuppò le mutande con la seconda sborrata di quella giornata. 
– Dunque, come vi dicevo io alle 18.00 sarò impegnata con le prove della serata, per non annoiarvi voi tre impiegherete quel tempo per fare le prove sul set. Ad Andrea spetterà il compito di riprendere la scena così avrà più occhi anche per godersela, mentre a Pietro quello del regista così potrà scatenarsi dirigendo i due porci che ti sfonderanno tesoro. Proverete le inquadrature migliori e terrete ben in caldo la nostra star ma attenzione. Due regole saranno fondamentali, la prima, per nessun motivo la nostra porca dovrà raggiungere l’orgasmo, non dovete stancarla e la seconda è il divieto di usare la sua entrata posteriore, non sarebbe carino presentare ai nostri ospiti un buco già largo -. 
La precisione con cui avevo curato ogni dettaglio fu apprezzata dai miei amici tanto che ognuno di loro a turno vennero a ringraziarmi con un bel bacio caldo con tanto di lingua. L’ultimo e più lungo fu quello di Andrea in cui mi trasmise tutta la sua gratitudine per quello che stavo facendo alla sua vita sessuale, sotto gli occhi esterrefatti del cameriere che ci aveva portato il conto.

Postato da Carla.